Le Poesie
di
Pietro Atzeni
commenti
Senza di te
libertà
La notte blu
ha lasciato il passo
al grigio della mia anima priva di stelle
albeggia
l’orizzonte schiarisce
si tinge di rosso
la mia passione di te sanguina
senza di te
anche il canto degli uccelli
sembra un lamento ormai
così la voce mia
Precario
Ponti con il futuro non ha il mio presente
ma fondamenta di carta
esistenza di macerie e detriti
cartello da rimuovere a lavoro svolto
vittima innocente di questa guerra non dichiarata
e anima in pezzi
un altro giorno se ne va
futuro sottratto al presente
senza sorrisi progetti e sogni
il nulla sempre più vicino
sono campo coltivato a rotazione
domani il sole sorgerà ancora
per tutti dicono
ma non per me
MUOIO DI TE
Quando domani ti vedrò
i miei occhi faranno salti di gioia
mi guarderai sorpresa
il mio cuore scoppia d’amore
non meravigliarti
la notte ti perdo
ti ritrovo al mattino
il sogno mi abbatte
e la realtà ti riporta
muoio di te con la luna
come fiore di campo al sole risorgo
MARINA
Io eleverò il mio canto
fin lassù sulle brillanti stelle
ritornerà a noi fatto raggio,
dalla stella dal cuore che pulsa
la più luminosa di tutte
e sarà ovunque
chiudi ogni altro sentire
ed apri la porta,
prendilo in questa notte di infinita solitudine,
chiudi i tuoi occhi ed apri il tuo cuore a quel raggio
e al mio canto d’amore
Le idee
Le idee quando sono condivise
sono più indistruttibili del più duro
dei diamanti.
Uomo
Come somiglia il tuo destino
A quello di un cerino
Arde e si consuma e di sua funzione
Come te non ha nessuna cognizione
La nostra storia
Tra le mie indecisioni di cristallo
E le tue paure di granito
È racchiusa la nostra storia
Finita sul nascere
come gemma bruciata
Dal gelo a primavera.
GROSSE CATENE
Grosse catene inchiodano a terra
la voglia mia di volare
sognare evoluzioni
abbandonarsi al vento
vedere immenso il cielo dal basso
sentirsi battere le ali inutilmente
come rondine ferita
e respirare polvere
Stenderò petali di rose
Stenderò petali di rose sul tuo cammino
che cresca un giardino fiorito attorno a te
fin dove lo sguardo spazia
le melodie più dolci
accompagnino ogni passo tuo
una dolce brezza carezzi la tua pelle
ed io sarò lì amore
in terra riarsa
ad attenderti impaziente
come fiore pioggia.
A Carmen Maestra di danza
Ti ascolto
Parli con foga
Carmen
Maestra di danza
Di punte e piquet
Parli
E mentre i tuoi occhi
Fanno capriole di gioia
M’incanto.
Empatia
Sorrise
La luna del cielo
Rispose
La luna dal pozzo
Un sorriso
Non è mai solo
A Cristina
Sorridi
Ora lo so
Sei una ladra
Le tue labbra
Hanno rubato
La freschezza
Al mandorlo in fiore
A Valentina
La luna a falce
si pavoneggia in un mare
di velluto nero
e stelle
Notte d’incanto
Socchiudo gli occhi
E cavalcioni
mi dondolo nell’altalena
del sogno
UOMO
Fantasma di te stesso
Figlio del nulla che ti circonda
Corpo senz’anima
Vaghi pieno di te
Vuoto narciso
La morte non ti toccherà
Non si può morire due volte.
SOGNI
All’orizzonte laddove il cielo
Incontra il mare
Ho i sogni miei
Racchiusi in una goccia di vapore
Come bottiglia di naufrago
Attendo da mano provvida
La libertà di imprigionarmi a loro
Come farfalla in resina fossilifera.
OMAGGIO AL ‘68
Come un fiume in piena
È la mia rabbia
Vorrebbero costruirle argini
Vorrebbero incanalarla
Controllarne lo scorrere
In mondo ingiusto mai
Inondazioni rabbia del Nilo
Regalo agli Egizi
Humus per un mondo migliore
inondazioni della mia rabbia.
Calamosca
Riparata dai venti di maestrale
Accogli nell’incavo dei
Tuoi seni il verde smeraldo
Del Mare nostrum
A mezzanotte la luna si dà voluttuosa
Alle lievi carezze del mare
A mezzogiorno sulle onde
appena increspate
infiniti giochi pirotecnici d’oro
venire scoppiettanti dall’orizzonte
la dove il mare bacia il cielo
l’infinito mi viene incontro oppure il sogno
A CARLA
Lassù nel cielo
Di nero raso vestita sfoggia i suoi
Sfavillanti gioielli la notte
Nostalgia di un tempo bambino
Giardino incolto ormai
E disseto la mia inaridita anima D’immensità
Come rosa notturna di rugiada
E dolcemente m’oblio.
I miei ulivi di Sardegna
Per quanto piegati, storti, contorti
in mille modi
dal forte vento di maestrale
i miei ulivi di Sardegna
Sempre protesi con la chioma
Verso il loro sole
Così anch’io dicono
per questo molto avrei perso
Ma la sera quando il sole tramonta
quanta pace nei miei occhi
specchio dell’anima.